Il teatro epico: il linguaggio teatrale di Berthold Brecht

Il linguaggio teatrale è utilizzato da Arthea Eventi per la formazione aziendale e per i principali eventi originali. Le rivoluzioni di esso, soprattutto negli ultimi secoli, hanno portato ad avere differenti spunti di osservazione del mondo, dei punti di vista verso i problemi e criticità.

Per conoscere meglio le sfaccettature passate e presenti vi proponiamo un approfondimento sul drammaturgo Bertold Brecht e la sua rivoluzione.


Un teatro nato nel novecento


I primi decenni del Novecento segnano una svolta nel linguaggio teatrale: il repentino annullamento della distanza tra attori e pubblico porta a modificare l’architettura teatrale mediante l’abolizione della distinzione tra palcoscenico e platea.


Il concetto di teatro totale (inventato da Piscator e Gropius) pone il palcoscenico in mezzo alla platea in modo che gli spettatori osservino gli attori da tutti i lati e partecipino allo spettacolo non solo con adesione emotiva ma soprattutto con maggiore riflessione critica e consapevolezza. Si tratta dunque di una nuova ideologia del teatro, che si propone di essere non tanto un luogo di evasione, ma occasione di riflessione e di presa di coscienza della realtà.


Il teatro epico e lo straniamento


Aderisce a questo nuovo teatro politico e didattico il drammaturgo tedesco Bertolt Brecht (1898-1956),che con il suo teatro epico segna un totale rinnovamento del linguaggio teatrale nelle forme, nei contenuti e nel rapporto col pubblico, approfondendo la funzione critica e rivoluzionaria del teatro nella società industriale capitalistica.


Brecht intrecciava in sé le attività di drammaturgo, di regista e teorico; tre funzioni che si identificano nella sua personalità di creatore di una forma di teatro adatta a interpretare ed esprimere le esigenze della “nostra epoca scientifica”. Uno dei termini più citati a proposito della sua opera è quello di teatro epico, vale a dire contrapposto alla formula drammatica che negli anni venti e trenta condizionava in larga misura le scene d’Europa e d’America.


Il teatro epico  è una formula narrativa in cui lo spettatore non è chiamato in forma passiva, come nella formula drammatica, ma bensì attiva chiedendone l’osservazione e costringendolo a prendere decisioni in modo critico sulle tematiche espresse dalla drammaturgia.


La forma epica utilizza strumenti come la proiezione di filmati (inaugurata da Piscator), cartelli riportanti i titoli delle scene, le canzoni (songs) che staccano due episodi o commentano liricamente un motivo scaturito dall’interno dell’azione precedente. L’incontro con Kurt Weill, alla fine degli anni Venti, è decisivo per mettere a fuoco il rapporto tra testo e musica, per concepire il teatro gestuale e il concetto di straniamento; l’uso di materiali musicali di immediata fruibilità quali veicoli di idee consente a questo linguaggio teatrale da una parte di ampliare il pubblico, dall’altra di provocare e stimolare un suo atteggiamento attivo e pensante.


L’effetto di straniamento viene inoltre suscitato dalla distanza mantenuta dall’attore rispetto al personaggio di cui si prende le vesti e all’ambiente che lo circonda. L’attore infatti lo rappresenta, attraverso recitazione e scenografia, come diverso da sé fino a farne qualcosa di noto e al contempo estraneo.

Grazie a questa tecnica lo spettatore evade dal sentimento (catarsi) e dall’illusione scenica per prendere coscienza razionale sulla vicenda e a guardare con occhio critico.


L’intento dello straniamento era annullare ciò che il teatro precedentemente aveva sempre posto: una condizione umana presa per nota e riconosciuta come immutabile. Dopo le guerre mondiali diverrà infatti fondamentale affrontare di nuovo l’analisi dell’uomo, che ha oltrepassato qualsiasi limite si pensava avesse.


È importante studiare le origini delle arti e la loro la storia per capire la contemporaneità e l’importanza che ancora oggi esse hanno nella società moderna. Approcciare in modo critico e con una visione non univoca gli avvenimenti di ogni giorno, passati e futuri, permette di avere maggior chiarezza e sicurezza.

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